Un design sempre più raffinato e contemporaneo: l'alluminio

È finalmente tornato il segno positivo, dopo anni di crisi, per la quota di mercato dei serramenti in alluminio nel nostro paese.

E' vero infatti che il rapporto Cresme 2017 registra una lieve diminuzione nel decennio scorso (36% in termini di fatturato e 33,1% in termini di singoli pezzi) a fronte soprattutto del forte aumento del PVC (che passa dal 16 al 26-27%), ma è altrettanto vero che dal 2014 in poi tale quota è stata in costante crescita (circa l'1% nel 2016, oltre il 3% nel caso delle facciate continue). Per il 2018, inoltre, le stime degli analisti parlano di un 3-4% in più, e ancor meglio potrebbe andare in futuro.

Come spiegare i motivi di questo rinnovato successo?

In primo luogo, rivestono un ruolo determinante le sempre maggiori performance in termini di risparmio energetico, che ormai costituiscono un vero e proprio prerequisito. Ma se, oggettivamente, a parità di prestazioni termiche l'alluminio soffre il confronto - in termini di prezzo - con lo stesso PVC, per un più equo e corretto rapporto qualità/prezzo vanno considerati anche altri importanti fattori, tra i quali l'isolamento acustico, la durevolezza e la sicurezza.

Molto, poi, si è fatto per correggere i presunti difetti di questo materiale. Le critiche più frequenti, in passato, erano una certa 'freddezza' al tatto e un'estetica troppo neutra: i serramenti in alluminio, spesso dall'aspetto anonimo o comunque asettico, erano ritenuti più adatti al terziario e all'extra-residenziale (qualcosa vorrà pur dire se la sostituzione delle vecchie finestre con nuove in alluminio, nel recente passato, è stata motivata nel 44% dei casi dal bonus fiscale, per un importo complessivo pari a oltre 600 milioni di euro, a fronte del 70% e oltre di quelli in PVC).

E proprio qui è stato fatto un grande salto di qualità, grazie a un design sempre più raffinato e contemporaneo, e a una sempre maggiore personalizzazione delle finiture, adesso anche opache ed eleganti, delle texture e dei colori - si pensi all'effetto corten del nostro Metropolis esposto al MADE 2019 - che ha permesso un riposizionamento delle finestre metalliche nella fascia medio-alta del mercato.

Ma quello che fa veramente la differenza, nel caso dell'alluminio, è la sua leggerezza.

Questa sua caratteristica intrinseca, unitamente a un'elevata tenuta alla flessione, consente di ottenere ante di grandi dimensioni, scorrevoli e non. Per capire meglio, un classico foro avente larghezza pari a 120-130 cm richiede in caso di PVC (o di legno) la suddivisione in due ante, mentre l'alluminio si può prestare all'asta unica. Ciò si traduce in una maggiore luminosità per le nostre stanze - anche grazie a profili estrusi sempre più sottili e dal disegno minimale - e anche in una maggiore continuità tra lo spazio domestico interno e l'ambiente esterno; questo a maggior ragione se il nostro appartamento è affacciato su un suggestivo paesaggio collinare o su un bel panorama urbano, ad esempio su un viale alberato - che in autunno si colora di rosso e di giallo - o su un palazzo storico.

Non è un caso che i maestri dell'architettura moderna, di nuovo liberi nei primi decenni del XX secolo dal vincolo pressante di dover costruire murature piene e possenti grazie all'introduzione del telaio in acciaio o in calcestruzzo armato, fecero un ampio utilizzo di serramenti e facciate continue in materiale metallico (si pensi alle finestre a nastro - uno dei cinque punti della 'rivoluzione' degli anni Venti - di Ville Savoye o alle sedi del Bauhaus).


                                                                                    Arch. Giovanni Battista Menzani



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